
ATTENZIONE! Non mi fermerò davanti agli spoiler. Se decidete di leggere, sappiata che racconterò tutto, compreso il finale. Se preferite rimanerne all'oscuro, perchè magari avete in mente di acquistare la serie e vedervela, allora è meglio che non leggiate quanto segue.
Episodio ventuno
Il trucco del rovescio
Di ritorno dall'isola dei corvi, Sasuke trova il villaggio deserto. Perplesso, non sapendo che fare riprende il cammino, ma poi torna indietro e trova dei paesani che gli spiegano che, a causa delle tasse esose che il loro signore chiedeva loro, avevano abbandonato il villaggio e si erano rifugiati in un posto segreto, che conoscevano solo loro. Kyo, una bambina con cui Sasuke aveva fatto amicizia, gli racconta che il signore aveva anche preso alcuni ostaggi, e che minacciava di ucciderli se non avessero pagato. Sasuke, allora, si offre di andare al castello per vedere come stanno le cose. Una volta là, scopre dove gli ostaggi vengono tenuti prigionieri e poi, pensando di fare una buona cosa, rapisce la figlia del castellano, in modo da offrire anche ai paesani un ostaggio. Ma questo suo gesto suscita l'ira del castellano, che fa uccidere tre ostaggi. I villagiani, infuriati, picchiano Sasuke e lo rinchiudono. Solo Kyo si cura di lui, di nascosto, e a lei Sasuke dà istruzioni su come comportarsi per frenare i tentativi del castellano di riprendersi la figlia.
Ma al castello si presenta un ninja, Shikamne, che si offre di recuperare la bambina per cento monete d'oro. Shikamne manda al villaggio dei soldati travestiti da contadini, ingannando così i paesani che li fanno entrare. Approfittando della confusione, il ninja riesce a liberare la principessa. Sasuke, liberato, decide di sfruttare il trucco del rovescio per liberare a sua volta gli ostaggi e pareggiare i conti: elimina i soldati travestiti da contadini, e manda i veri contadini al castello. Una volta dentro, il gruppo libera gli ostaggi e riesce a tornare al villaggio indenne. Ma Shikamne ha provveduto a bruciare tutto, così al loro ritorno del villaggio non è rimasta che cenere.
Episodio ventidue
Un villaggio nascosto
Shikamne si rifiuta di aiutare ulteriormente il signore locale nella disputa contro i contadini, quindi prende il suo denaro e se ne va. Venutolo a sapere, Sasuke corre al villaggio per dare la buona notizia, ma lo trova deserto. Kyo lo incontra e lo porta al luogo nascosto dove i contadini si rifugiavano nei momenti di difficoltà. Per vendicarsi, infatti, i paesani avevano deciso di non coltivare più la terra e diventare vagabondi. La loro condizione non sarebbe migliorata, ma il signore locale non avrebbe più avuto niente da mangiare.
Sasuke li convince a cambiare idea e a darsi da fare per costruire in quel luogo segreto un nuovo villaggio, una società quasi utopica dove poter vivere in pace e aiutarsi l'uno con l'altro.
Shikamne però li trova, e chiede di poter far parte della comunità. Sasuke, a questo punto, si oppone. Lo scontro tra i due viene però fermato dai paesani che si schierano tutti in difesa del bambino. Shikamne, allora, se ne va lasciando ai contadini le monete d'oro che aveva guadanato dal signorotto.
Dopo essere andato a pescare, Sasuke torna al nuovo villaggio e scopre per l'ennesima volta che è stato abbandonato anche quello. L'unico rimasto ad aspettarlo è Shikamne, che si scontra con lui, ma che non riesce ad avere la meglio sul piccolo grazie ad un'astuta tecnica di difesa elaborata da Sasuke per vanificare gli attacchi del ninja.
Shikamne allora, prima di andarsene, rivela al piccolo che i contadini sono tornati al vecchio villaggio, accettando le scuse e le promesse del signorotto. Sasuke va a cercare conferma e scopre che è la verità. Cerca di far capire ai paesani che quelle del signore sono solo bugie, ma i contadini non lo ascoltano. Il bambino, deluso, decide di partire.
Episodio ventitre
Valle Sugazu
Continuando il suo viaggio sotto la neve, Sasuke giunge ad una valle abitata da due villaggi in lotta tra loro, uno di cacciatori e uno di taglialegna.
Apprende però che i figli dei due capovillaggi, Yamato per quello dei cacciatori e la bella Yuri per quello dei taglialegna, si amano, e vorrebbero che le ostilità cessassero, ma che sono costretti a portare avanti la loro relazione in segreto, per paura delle reazioni degli altri.
Sasuke aiuta proprio Yuri a scappare ad alcuni cacciatori, e per gratitudine la ragazza lo cura dalla febbre che lo aveva colto. Finisce così al villaggio dei taglialegna, e qui il capovillaggio, venuto a sapere che Sasuke conosce il ninjutsu, gli chiede di insegnare ai suoi uomini a combattere, per poter vincere contro i cacciatori.
Contemporaneamente, però, all'altro villaggio giunge la nemesi di Sasuke, Shikamne, a cui viene chiesta la stessa cosa.
Episodio ventiquattro
Amore nella tempesta di neve
Le schermaglie tra villagiani continuano, tanto che Sasuke e Shikamne, stanchi entrambi di vedere la gente continuare a morire in modo tanto assurdo, propongono un duello tra due rappresentanti dei villaggi. La questione si sarebbe risolta con la vittoria di uno dei due, e del villaggio che rappresentava, senza ulteriori spargimenti di sangue.
I nomi dei contendenti vengono estratti a sorte, ma il destino beffardo sceglie proprio Yuri e Yamato che, non riconoscendosi, si uccidono a vicenda.
Episodio venticinque
Il trucco dell'ombra inchiodata
Sasuke riprende il viaggio e incontra una giovane donna che gli ricorda tanto sua madre. Con un trucchetto riesce a farsi soccorrere da lei, e a passare un po' di tempo assieme alla donna.
Viene così a sapere che anche lei è una ninja, e che deve portare a termine una missione consistente nel consegnare un messaggio. Ma un pericoloso ninja avversario minaccia entrambi: questo ninja è padrone di una tecnica temibile, che riesce a bloccare l'ombra del nemico e, assieme all'ombra, tutto il corpo, lasciandolo indifeso.
Sasuke e la donna ne rimangono vittime una volta, ma riescono a sfuggire grazie ad un insperato colpo di fortuna. Alla fine, grazie all'intervento di Ozaru, che però rimane nascosto nell'ombra, Sasuke capirà che dietro questo trucco consiste in una semplice ipnosi, e riuscirà quindi a sconfiggere il nemico.
Episodio ventisei
Il cervo bianco
Sasuke incontra Ito, una bambina che ha fatto amicizia con un bellissimo esemplare di cervo bianco. Ma il padre di Ito, Akegi, deve catturare proprio quel cervo per volere del suo signore Yudaju, costretto a comprarsi l'aiuto di un potente signore per proteggersi dalle mire ambiziose del fratello.
Sasuke viene incontro a Ito, costruendo una copia del cervo per ingannare i cacciatori, e facendolo cadere in un crepaccio ricolmo di una sostanza mortale, facendo credere agli uomini che la bestia fosse ormai morta.
Episodio ventisette
L'uomo immortale
Akegi, in realtà, è molto più che un servitore di Yudaju. Egli è la sua ombra, il suo sosia.
Dopo il fallimento della caccia al cervo, Yudaji affida ad Akegi il compito di cercare qualcos'altro di prezioso da regalare al signore potente, ma durante il viaggio Akegi, scambiato per Yudaju, viene ucciso da un sicario mandato da Masamune, il fratello di quest'ultimo, un ninja di nome Shikoro.
Sasuke, deciso a vendicare la morte del padre della sua amica Ito, offre il suo aiuto a Yudaju. Fare impazzire dalla paura Masamune è compito facile. Più difficile è eliminare Shikoro, che è dotato di una pelle tanto resistente da essere quasi invulnerabile. Con astuzia e abilità, però, Sasuke riesce a fargli prendere una botta in testa tanto forte da renderlo pazzo.
Episodio ventotto
Un'ombra indistinta
Sasuke trova per caso una grotta in cui si riuniscono dei cristiani. I praticanti di questa religione, infatti, erano perseguitati da Tokugawa, e quindi erano costretti a nascondersi per pregare il loro Dio.
Fuori dalla grotta il piccolo si rincontra nuovamente con suo padre, a cui viene fatta una singolare richiesta proprio dalla comunità cristiana: il signore locale, infatti, è venuto a conoscenza del fatto che ci fossero dei cristiani nel villaggio, ed è intenzionato a catturarli e a punirli. Ozaru viene pregato di aiutarli, e il ninja accetta.
Episodio ventinove
Forte come un leone
Durante il suo ultimo viaggio, Ozaru si era sentito male, ed era stato soccorso da una vedova, Okawa, e da sua figlia Kaoru. Il ninja aveva finito per innamorarsi della donna, tanto da sentire il desiderio di vivere assieme a lei, ma è frenato dalla paura per la reazione che avrebbe potuto avere Sasuke.
Cerca quindi di introdurlo gradualmente alla novità, ma - come previsto - Sasuke interpreta il fatto come un tradimento verso la memoria della madre, e se ne va di casa dicendo a Ozaru di odiarlo.
Pian piano, però, matura in lui la consapevolezza che non si può rimanere per sempre legati ad un ricordo, e che, se anche suo padre si sposasse con Okawa, non per questo avrebbe dimenticato sua madre.
Quindi, anche se dentro di sè continua a soffrire, Sasuke torna sui suoi passi e accetta la donna come nuova moglie di suo padre.
ATTENZIONE! Non mi fermerò davanti agli spoiler. Se decidete di leggere, sappiata che racconterò tutto, compreso il finale. Se preferite rimanerne all'oscuro, perchè magari avete in mente di acquistare la serie e vedervela, allora è meglio che non leggiate quanto segue.
Episodio undici
Un flauto nella notte
I tentativi di Kiri per uccidere Sasuke non vanno a buon fine. Il veleno messo nell'acqua l'ha fortunosamente solo addormentato, e anche gli altri stratagemmi che la bambina escogita non risultano efficienti. Sasuke inizialmente non crede che la ragazzina sia la colpevole, ma quando ne ha la conferma, aiutato da un suggerimento di Ozaru, scocciato per il comportamento della bambina, cerca di spaventarla e di allontanarla usando il trucco della Luce della Lucciola. Kiri, però, replica con un trucco simile, riuscendo ad ingannare Sasuke.
Episodio dodici
Sabbie mobili
Sasuke e Ozaru partono per sfuggire all'ostinato inseguimento di Kiri, che tenta di ucciderli con continui agguati. La bambina non desiste e li segue costantemente, mettendo a punto trappole sempre più crudeli. Sasuke, stanco della sua spietatezza, la sfida un'ultima volta e, approfittando di alcune sabbie mobili, riesce a farcela cadere dentro. All'ultimo momento però, mosso da pietà, tornerà sui suoi passi e la salverà dalla morte.
Episodio tredici
Jigensai lo stregone
Kiri continua a seguire padre e figlio, che raggiungono un vecchio sarutobi amico di Ozaru. Il sarutobi riesce a persuadere Kiri a lasciar perdere i suoi intenti di vendetta, e a dedicarsi alla pittura.
Al villaggio è giunto anche un sedicente mago di nome Jigensai, che si esibisce in numerosi trucchi e che, sostenendo che questo è il volere degli dei, convince i contadini a lavorare di più nei campi per avere un buon raccolto.
Episodio quattordici
Magia nera
Sasuke e i cuginetti sono rimasti molto colpiti dalle magie che Jigensai è in grado di fare. Ozaru e Ishizaru, però, li disilludono: non si tratta di magia, ma di trucchi. Trucchi che anche loro due sono in grado di replicare.
Ishizaru, però, si rende conto che Jigensai non è solo un mago imbonitore di folle: è in combutta col signore del castello locale per tenere sotto controllo le masse grazie alla magia e l'invocazione delle divinità. In più Jigensai dispone anche di speciali trottole "magiche", che sono in grado di uccidere ogni suo avversario. Ozaru e Ishizaru, indignati per la sua falsità, si mettono d'accordo per smascherarlo.
Episodio quindici
I quattro bambini
In seguito alla morte di Jigensai, le ire del signore locale costringono Ozaru, Ishizaru e famiglia a levare le tende. Durante il viaggio, però, Sasuke rimane indietro per giocare con delle scimmiette, senza accorgersi di star finendo in trappola. Le scimmiette, infatti, erano state addestrate da un uomo di nome Saruhiko, che voleva usare Sasuke come maestro di ninjutsu per i suoi figli. Ma imparare l'arte dei ninja può essere terribilmente pericoloso, e infatti Sasuke non riesce ad evitare la tragedia.
Episodio sedici
La pioggia rossa
Sasuke e Ozaru trovano per strada un ragazzo ferito. Decidono di portarlo con loro quando vengono sorpresi da una inquietante pioggia di sangue, che incuriosisce Ozaru. Visto che la strada per scoprire il mistero della pioggia rossa coincideva con quella che il ragazzino, Chikichi, doveva percorrere per scoprire che cosa era successo a suo padre, i tre cominciano a viaggiare insieme. Arrivano ad Iwangahara, dove ci sono due villaggi in lotta tra loro. Uno dei due, quello situato più in alto, aveva chiesto l'appoggio di alcuni mercenari, tra cui il crudele Jimani il terribile. Dagli abitanti dell'altro villaggio, più in basso, Ozaru scopre che il padre di Chikichi aveva combattuto contro Jimnai per difenderli, ed era stato da lui ucciso. L'uomo, che non vuole che il ragazzino butti via la sua vita a quel modo, racconta a Chikichi una mezza verità, raccontandogli solo che suo padre era morto per aiutare quei paesani. Ma Jimnai, spaventato dall'arrivo di Ozaru, decide di tendergli una trappola: attira Chikichi con la promessa di raccontargli la verità sul padre e lo uccide. Poi usa il suo cadavere come esca. Sasuke cade nella trappola, e Ozaru, per salvarlo, rimane ferito agli occhi, perdendo la vista.
Episodio diciassette
Il trucco della nebbia
Sasuke cura gli occhi di suo padre, aspettando che gli torni la vista. Per ironia della sorte, Ozaru riceve la visita di un suo amico di nome Eimaibuki, anch'egli cieco.
A Edo, intanto, i ninja di Negoro bramano di prendere il posto dei ninja di Iga come braccio destro di Tokugawa. Tajima di Yaju, allora, ne approfitta e propone loro di esaudire la loro richiesta solo se gli avessero portato la testa di Ozaru.
Ma c'è un altro ninja che, nascostamente, ascolta questa conversazione: il suo nome è Saizo Kogenta, che parte anch'egli per raggiungere Ozaru. Riesce a presentarsi da lui prima dei ninja di Negoro, e lo sfida. Ma Ozaru si rifiuta di combattere. Kogenta lo stuzzica più volte, ma Ozaru è irremovibile. Allora, ugualmente soddisfatto, Kogenta libera una colomba, simbolo che avrebbe diffuso negli ambienti la notizia della sconfitta di Ozaru, il più forte tra i sarutobi. Sasuke e i cuginetti (che li avevano raggiunti per aiutare Ozaru) tentano di fermarlo, ma Kogenta li ferma col trucco della nebbia, facendoli letteralmente "scomparire".
Episodio diciotto
Corri, Sasuke, corri!
La notizia della sconfitta di Ozaru si diffonde, e così molti ninja accorrono per sfidare il nuovo campione, ivi compresi i ninja di Negoro. Con grande abilità Kogenta riesce ad avere la meglio sui tre. Alla fine del duello, si scoprono le carte. Kogenta in realtà era a sua volta un sarutobi, che aveva deciso di mascherarsi per proteggere Ozaru, ben sapendo che, cieco com'era, non sarebbe stato in grado di sconfiggere i tre Negoro. Ma Ozaru, grazie alle cure di Sasuke, nel frattempo ha riacquistato la vista. Tutto si conclude, quindi, nel migliore dei modi.
Episodio diciannove
Il colpo del fulmine rotante
I cuginetti di Sasuke, vista la guarigione dello zio, se ne tornano a casa. Anche Ozaru se ne va, lasciando al figlio solo un vago biglietto. Sentendo la sua solitudine troppo pesante da sopportare, Sasuke comincia a vagare nel bosco, e viene attirato da uno strano bagliore. Incuriosito, si avvicina e assiste ad uno spettacolare allenamento in cui quattro giovani si gettano da un albero verso una lancia puntata verso di loro, spezzandone l'asta con la spada giusto prima di venire infilzati. Sasuke chiede ai ragazzi di insegnare quella tecnica anche a lui, e scopre così che tra quei ragazzi e un samurai, Senshiro, c'è in ballo una sfida, e la posta in palio è la possibilità di diventare maestro d'armi del signore di Inanokami. Senshiro aveva sconfitto in duello il loro padre, e così loro, per preservare l'onore della loro scuola, dovevano sconfiggere Senshiro e rimediare all'onta. Sasuke non è convinto che valga la pena di rischiare la vita per questo, e i suoi dubbi continuano a crescere quando, ad ogni duello, il ragazzo sfidante viene ucciso da Senshiro. Cerca di convincere la più piccola del gruppo, Isutsu, a desistere, ma non c'è verso di farle cambiare idea. Allora si sforza di elaborare una tecnica più efficace per sconfiggere Senshiro, ma Isutsu non lo ascolta, perchè quello che conta non è solo di vincere il duello, ma di vincerlo con la tecnica usata dal padre. Solo così la scuola avrebbe mantenuto il suo onore intatto. Così anche Isutsu perde la vita, per la disperazione di Sasuke.
Ironia della sorte: il giorno dopo il bambino incontra Senshiro, venuto a portare fiori alle tombe dei ragazzi. Il samurai gli racconta la beffa: aveva dovuto uccidere quei ragazzi, anche se non lo voleva, per ottenere il posto di maestro d'armi al castello. Ma nel frattempo il signorotto locale era stato sostituito. Tutte quelle morti e tutto quel dolore, quindi, si erano rivelati completamente inutili.
Episodio venti
Il proprio territorio
Continuando a girovagare da solo, Sasuke giunge in un villaggio dove gli abitanti sono in guerra con un branco di cani randagi. Sasuke decide di aiutare i paesani a catturare questi cani, e soprattutto il loro capobranco, l'intelligentissimo Kabutsu. Tuttavia il bambino non ha intenzione di uccidere i cani, quindi escogita un piano per salvare capra e cavoli. Trasporta i cani in un'isoletta vicina al paese, in modo che i cani possano vivere tranquilli, e gli uomini non debbano più temere i loro attacchi. Ma, nonostante la sua buonafede, Sasuke porta i cani alla morte: l'isola, infatti, è territorio dei corvi, che vedono l'arrivo dei cani come un'intrusione, e quindi li attaccano. Quando il bambino si accorge del suo errore, ormai è troppo tardi.
Come avevo accennato, il navigatore che volesse cercare informazioni sulla trama della serie di Sarutobi Sasuke rischierebbe di imbattersi in recensioni errate molto più spesso che in recensioni corrette.
C'è di fondo una grande confusione, in parte generata dal tempo che è passato dalla messa in onda della serie (anche se so che delle reti locali l'hanno ritrasmessa nel corso degli anni), in parte dal fatto che si fa confusione tra due serie che non c'entrano niente l'una con l'altra.
Vediamo di chiarire definitivamente ogni dubbio. Spero che questo intervento possa essere non solo chiarificatore per i curiosi e gli appassionati della serie, ma anche per i siti che, magari fidandosi di quello che hanno trovato, hanno messo on line delle recensioni visibilmente sbagliate.
Esistono tre produzioni giapponesi in cui il protagonista si chiama Sasuke ed è un sarutobi: la prima (inedita in Italia) è una produzione cinematografica dal titolo Shonen Sarutobi Sasuke; la seconda è quella che in Italia è stata ribattezzata Sasuke il piccolo ninja. L'ultima si intitola Sasuke il piccolo guerriero.
Shonen Sarutobi Sasuke è una serie prodotta dalla Toei Doga nel 1959. Come ho già detto, è inedita in Italia, quindi ha una scarsa parte nella creazione dell'equivoco in questione.
Sasuke il piccolo ninja è la serie tratta dal manga di Shirato. Non ripeto quanto già ampiamente detto nell'intervento relativo a questo titolo; mi limito solo a ricordare che la data di trasmissione di questa serie è il 1968, e che è stata prodotta dalla TCJ (oggi Eiken).
Sasuke il piccolo guerriero, invece, con Sampei Shirato non ha niente a che fare. E' stata prodotta dalla Knack con il titolo Manga Sarutobi Sasuke, conta 24 episodi ed è stata trasmessa per la prima volta in Giappone nel 1979.
Accantoniamo Shonen Sarutobi Sasuke, che, come ho detto, essendo inedita in Italia non può aver causato alcun tipo di fraintendimento. Che differenza c'è tra la serie della TCJ e quella della Knack?
La differenza è enorme. Praticamente in comune hanno solo il nome del protagonista.
Sasuke il piccolo ninja è un anime crudo, violento ma profondo, fortemente drammatico e, soprattutto, imbevuto di una visione piuttosto realistica e materialistica della realtà.
Sasuke il piccolo guerriero presenta, invece, una visione dei ninja completamente opposta: le caricature non servono - come nell'anime preso da Shirato - per accentuare la disperazione dell'umanità dipinta, ma per creare un'atmosfera più leggera e divertente. I ninja, poi, non sono uomini "comuni", ma sono dotati di poteri speciali. Sono in grado, ad esempio, di evocare le forze della natura. Il protagonista Sasuke ha come cavalcatura un'aquila gigante.
La spettacolarità della magia, la presenza di dosi di umorismo non superficiali, la presentazione dei ninja secondo un'ottica totalmente opposta a quella di Shirato pone chiaramente quest'opera su tutto un altro pianeta rispetto al Piccolo Ninja.
Oltretutto, la storia è diversa: nel Piccolo Guerriero è il padre (e non la madre!) di Sasuke a morire; Sasuke, a quel punto, diventa allievo di un bonzo grasso di nome Iron Monk, da cui apprende le arti magiche dei ninja. Poi si mette a servizio di Yukimura Sanada e combatte contro i ninja del clan di Iga, al soldo di Hanzo Hattori e di Tokugawa.
L'animazione del Piccolo Guerriero è meno scattosa del Piccolo Ninja (del resto, è anche più recente), più morbida e fluida, ma la trama è nettamente meno pregna di significati, visto che la serie si proponeva come puro intrattenimento, ed era quindi carica di elementi piuttosto infantili e fiabeschi.
Tanto per distinguere definitivamente i due Sasuke, il Piccolo Ninja si vestiva di blu con una sciarpa rossa a pois bianchi; il Piccolo Guerriero aveva un vestito rosso.
A questo punto, mi sento in dovere di segnalare le recensioni visibilmente sbagliate, in modo che, se qualche visitatore si fosse mai imbattuto in una di queste, possa liberarsi da ogni residuo dubbio.
Su http://www.ciao.it ho trovato ben tre recensioni imprecise. La prima dice:
Giappone, età medievale. Nel paese infuria da anni una sanguinosa lotta tra i vari daymno(feudatari) per il controllo politico e militare del territorio. Al loro servizio in questa guerra i vari signori hanno, oltre alle milizie regolari, anche una schiera di abilissimi ninja, i “guerrieri ombra” addestrati sin dall’infanzia in apposite scuole, esperti di ogni tipo di arti marziali, veleni e attacchi a sorpresa, utilizzati sia per azioni di sabotaggio che come spie. Ikaru è un ninja della scuola Sarutobi al servizio del suo signore dell’antica e nobile stirpe dei Sanada: è un guerriero esperto e valoroso e quindi tenuto in gran considerazione dal suo daymno. Eppure la sua naturale lealtà lo spinge a rinnegare il suo giuramento di fedeltà al suo padrone dopo aver assistito per anni ai suoi soprusi nei confronti dei suoi contadini e della povera gente in generale. Divenuto così un traditore viene condannato a morte e quindi perseguitato dai suoi ex compagni. Durante la sua fuga Ikaru, sotto falsa identità, ritorna alla sua casa per scoprire che la sua giovane moglie è stata uccisa e suo figlio Sasuke, un ragazzo che nonostante la giovane età è già molto esperto nell’arte del ninjitsu, i cui rudimenti gli sono stai insegnati dal padre tempo prima, si nasconde per sfuggire ai sicari del daymno. I due, riunitisi, continuano la fuga insieme e intanto l’esperto ninja si dedica al completamento dell’addestramento del figlio. Nel corso del loro vagabondare i due devono guardarsi da molte insidie e soprattutto da una schiera di feroci ninja che l’ex padrone di Ikaru gli ha sguinzagliato dietro. L’esperto ninja, con l’aiuto del figlio Sasuke riesce a sopravvivere finchè non cade vittima di un vile agguato e perde la vista . Ora il giovane Sasuke è solo contro tutti e solo la sua abilità e sagacia gli consentirà di sopravvivere. Il ragazzo, affidato il padre ormai cieco alle cure di un amico fidato intraprende un lungo e pericoloso viaggio lungo tutto il paese. Durante il percorso il giovane ninja incontra molte difficoltà, assistendo ad episodi di violenza e soprusi di ogni tipo e risolvendo ogni situazione con coraggio e senso dell’onore, anche se spesso il premio per la sua generosità è l’indifferenza da parte di persone che hanno dovuto abbassare troppe volte la testa davanti ai potenti per credere ancora di potersi ribellare. Tra i vari avversari che il giovane ninja deve affrontare ci sono anche demoni evocati dai suoi nemici oltre ai ninja più abili del paese ma Sasuke saprà vincere ogni avversità fino allo scontro finale con Sanada.
Il padre del Sasuke di Shirato non si chiamava Ikaru, ma Ozaru. Inoltre, Ozaru non tradisce mai il suo padrone, anzi: viene perseguitato proprio per il motivo contrario, per la sua fedeltà a Sanada anche dopo che quest'ultimo è morto.
Essendo morto, tra l'altro, Yukimura Sanada non può davvero sguinzagliare dietro a Ozaru e Sasuke nessuno: semmai è Tokugawa che scatena contro ai sarutobi i ninja di Iga, ma come ho detto le avventure di Sasuke contro questi ninja non sono poi così numerose.
E' vero, poi, che Ozaru a un certo punto perde la vista, ma è anche vero che Sasuke non abbandona suo padre in quel momento per andarsene chissà dove, e inoltre dopo qualche puntata Ozaru riacquista perfettamente la vista.
La storia dei demoni evocati, inoltre, non sta nè in cielo nè in terra: nella storia di Shirato non c'è spazio per magie o incantesimo. C'è addirittura un episodio (quello del mago Jigensai) in cui Ozaru e Ishizaru si prodigano per dimostrare ai loro figli che la magia non esiste...
Infine, Sasuke e Ozaru non si scontrano mai coi Sanada: loro stessi sono Sanada fino al midollo. E il finale dell'anime parla della situazione familiare di Sasuke, non di fantomatici scontri tra clan. C'è da chiedersi da dove sia venuta fuori questa recensione...
La seconda afferma:
Sasuke è figlio di un ninja, dunque è ninja anche lui;
il padre ha "disertato" il clan per vivere una vita normale, dunque il clan li vuole morti;
i suoi nemici sono dunque anche loro ninja, e lo vogliono morto: infatti già nel primo episodio, in cui Sasuke è un bambino felice, gli ammazzano la madre, e lui è costretto a fuggire;
in seguito si incontrerà con il padre, continuerà il suo addestramento e sconfiggerà i ninja nemici.
Tratto dal manga di Sanpei Shirato, insieme a ninja Kamui, ha come palcoscenico il giappone feudale e il mondo dei ninja, vero inferno per gli uomini, da cui chi fugge è condannato a una vita in fuga.
Anche qui, non è vero che Ozaru tradisce il clan e viene perseguitato. Non capisco se si stia facendo confusione con Kamui o che...
La terza sostiene:
La storia NEL cartone e' ambientata, naturalmente, nel Giappone medievale.
Il padre di Sasuke e' un fedele al signore SANADA, ma ad un certo punto egli decide di lasciare la sua corte perché non riesce più a sopportare i soprusi che il suo signore riserva ai contadini poveri. Da questo momento in poi allora, viene considerato da tutti i ninja un traditore e quindi viene braccato per essere ucciso.
Ma Sanada, da uomo crudele, vuole vendicarsi su tutta la famiglia del ninja, compreso quindi il piccolo Sasuke che presto deve imparare le arti del padre per difendersi.
Sasuke infatti si scontra con samurai e ninja molto abili e forti, ma, grazie appunto alle tecniche del padre, riesce ad avere la meglio sui nemici.
Stessa inesattezza riguardo al comportamento di Ozaru. In più, nella parte iniziale (che non ho riportato per brevità) c'era un link a www.animeuniverse.it. Visitandolo si legge una prima recensione corretta, ma poi, nel profilo personaggio:
Sasuke è un mocciosetto col codino e i piedi a patata con un'unica unghia. Dopo aver appreso dal padre le tecniche ninja, combatte contro un malvagio signorotto del feudo che evoca demoni orrendi e guerrieri sanguinari, non esitando a uccidere. Divenuta classica la mossa consistente nel girare rapidamente attorno al nemico per fargli apparire tanti Sasuke, dei quali solo uno ovviamente è quello vero.
Questa descrizione è quasi onnipresente nella rete. L'ho incontrata più e più volte, ed è sbagliata. Sasuke non combatte contro nessun malvagio signorotto, nè tantomeno questo fantomatico nemico evoca demoni orrendi o guerrieri sanguinari. Probabilmente in questo caso c'è stata una fusione tra il Piccolo Ninja e il Piccolo Guerriero.
I più curiosi di voi potrebbero non aver trovato sufficiente la recensione che ho fatto nell'intervento riguardante la serie di Sasuke. O forse c'è chi ha bisogno di inquadrare con precisione un episodio o un personaggio, o semplicemente è curioso di sapere come finiva quella puntata che non è mai riuscito a vedere.
Per rispondere a queste esigenze, ho deciso di inserire un elenco completo degli episodi, corredati di un breve ma esaustivo riassunto.
ATTENZIONE! non mi fermerò davanti agli spoiler. Se decidete di leggere, sappiata che racconterò tutto, compreso il finale. Se preferite rimanerne all'oscuro, perchè magari avete in mente di acquistare la serie e vedervela, allora è meglio che non leggiate quanto segue.
Episodio uno
Il piccolo Sasuke
Introduzione alla storia, con una breve panoramica delle forze in gioco. In modo rapido ma soddisfacente viene raccontata la situazione del Giappone che fa da scenario alla scena.
Durante una riunione tra Tokugawa e i suoi consiglieri, ci si accorge della presenza di un sarutobi, intento ad origliare i piani del nemico. Tokugawa allora capisce che l'esigenza di eliminare quei pericolosi nemici è diventata troppo pressante per essere ulteriormente ignorata, e incarica Hanzo Hattori e il suo clan di Iga di stanare tutti i Sanada ninja rimasti.
Ma il maestro d'armi di Tokugawa, Tajima di Yaju, si intromette e, nonostante l'irritazione di Hanzo, incarica i propri ninja di dare la caccia al sarutobi spia.
Quest'uomo, ferito e stanco, riesce a fatica a sfuggire nell'immediato ai suoi inseguitori, ma si salva solo grazie all'aiuto di un bambino, che arriva provvidenzialmente in suo soccorso. Questo bambino è proprio Sasuke che, memore del fatto che anche suo padre era un ninja Sanada, non esita a difendere quello che lui considera un compagno.
Sasuke vive da solo con sua madre, a cui è infinitamente affezionato. Una sera bussa alla loro porta un viandante, stanco e affamato. In realtà l'uomo è proprio Ozaru, il padre di Sasuke, che - braccato dai ninja di Hanzo - sta cercando rifugio.
Durante la notte, però, Kaede Hattori (la terribile figlia di Hanzo) e i suoi sicari lo rintracciano, uccidono la madre di Sasuke e cercano di eliminare anche il bambino. Ozaru non riesce a salvare la moglie, ma fa in modo di portare in salvo almeno il piccolo.
Sasuke, non sapendo chi sia in realtà quell'uomo, si ritrova solo e disperato. Ozaru non può ancora portarlo con sè, nè rivelarsi. Tristemente lo indirizza verso un suo conoscente, e se ne va.
Episodio due
La bambola
Sasuke non ha intenzione di seguire il consiglio dell'uomo e di raggiungere quella persona a cui era stato indirizzato, preferendo rimanere nella sua vecchia casa, che gli ricordava la madre.
Un giorno però incontra un uomo moribondo che, prima di farsi saltare in aria, gli affida una bambola, facendogli promettere di custodirla per bene. Sasuke non capisce che cosa abbia di così importante quella bambola, ma a causa del giocattolo si ritrova nuovamente davanti Kaede, decisa a impossessarsene.
Per sfuggire agli attacchi dei gatti selvatici che Kaede comanda, Sasuke finisce per infilarsi in una grotta, rimanendovi prigioniero. Kaede, sadicamente, si apposta davanti all'uscita ostruita, aspettando che il piccoletto muoia di fame. Ma Sasuke non si arrende così presto, e comincia ad esplorare la grotta alla ricerca di una possibile via d'uscita.
Penetrando nelle profondità della terra, Sasuke fa uno strano incontro: dentro la grotta, infatti, viveva una vecchia che da anni vi si era ritirata. Insieme a lei, il ragazzino scopre il modo di fabbricarsi dell'esplosivo con cui far saltare le rocce che ostruiscono l'uscita della grotta.
Kaede rimane ferita nell'esplosione, e Sasuke riesce a fuggire, portando la bambola con sè.
Episodio tre:
Il trucco del fuoco
Hanzo incontra Sasuke per caso, e cerca di costringerlo a rivelargli il segreto della tecnica dei sarutobi, ma il bambino riesce a sfuggirgli grazie all'intervento di suo padre, sotto le mentite spoglie di un ( ! ) cinghiale. Ma Ozaru non può fermarsi col bambino, perchè il suo signore Sanada ha urgentissimo bisogno di lui.
Tokugawa e Toyotomi, infatti, scendono in campo per l'ultima volta nella battaglia di Osaka. Sanada, che combatte a fianco di Toyotomi, viene ucciso, e il suo esercito sconfitto. Ozaru, braccato, riesce a sfuggire alla morte utilizzando il trucco del fuoco.
Intanto Kaede continua a dare la caccia a Sasuke per ottenere la bambola, ma stavolta in aiuto del ragazzo arriva il padre, che svela che la bambola in realtà è un'arma da fuoco, e che la usa contro la stessa Kaede.
Sasuke è fuori di sè dalla gioia per aver ritrovato suo padre, e solo in un secondo tempo si accorge che l'uomo non sta bene, a causa del veleno che gli era entrato in circolo durante un combattimento. Le cose si mettono male quando Ozaru si rende conto di essere inseguito da Hanzo. Non essendo in grado di proteggere il figlio in quelle condizioni, nasconde Sasuke e si fa catturare fingendosi morto.
Hanzo, però, riesce a trovare ugualmente Sasuke, e cerca di eliminarlo; ma, come il padre a suo tempo, anche Sasuke ricorre al trucco del fuoco. Travestendosi poi da animale, riesce a cogliere di sorpresa gli uomini di Hattori e a liberare il padre.
Episodio quattro
Il fantasma del suonatore di flauto
Kasumi, figlia di un contadino arricchitosi grazie al ritrovamento di una palude piena di giade, dopo l'uccisione del padre da parte dell'avido signore del castello locale di Fuefuki, studia l'arte della spada e, travestita da fantasma, comincia a fare strage degli abitanti del castello.
Sasuke e Ozaru vengono ingaggiati dal signore del castello, assieme ad un altro samurai di nome Kyonosuke, di risolvere il problema del fantasma. Padre e figlio scoprono la verità, e decidono di aiutare la ragazza, nonostante Kyonosuke continui a mettere loro i bastoni tra le ruote, preso da una bruciante rivalità verso Ozaru.
Kyonosuke rapisce Sasuke e Kasumi, minacciando di ucciderli se Ozaru non avesse accettato un duello all'ultimo sangue. Ozaru esce vincitore dallo scontro, e salva i due ragazzi.
Episodio cinque
I pesci carnivori
Ozaru, sempre deciso ad aiutare Kasumi, finge di favorire il castellano, e lo conduce alla palude delle giade. Ma il padre della ragazza aveva riempito quelle acque di una qualità di pesci carnivori, per far sì che nessuno le rubasse.
Spinto da Kenshiro, il fratello di Kyonosuke deciso a vendicarlo, il castellano costringe Ozaru a buttarsi ugualmente in acqua, e tutti lo credono morto. Poi riporta al castello Sasuke e Kasumi, con l'intento di ucciderli.
Lega i due ragazzi ad un palo e gli scatena contro un toro inferocito, ma un monaco misterioso interviene a difendere i due ragazzi. Quel monaco si rivela essere Ozaru che, scampato ai pesci carnivori grazie ad un veleno, riesce ad uccidere il toro.
Episodio sei
Il Dio Drago
Kenshiro consiglia al castellano di eliminare Ozaru e i ragazzi una volta per tutte, ma quando il sarutobi rivela al signore di conoscere un modo per recuperare le giade nonostante i pesci, quello decide di ascoltarlo.
Ozaru annuncia di voler usare la tecnica del Dio Drago, che consisteva nell'incanalare tutta l'acqua in un grande contenitore di legno - pesci compresi - e fare in modo di poter scendere tranquillamente e raccogliere tutte le pietre.
In realtà, il piano è un'espediente per permettere a Kasumi di vendicarsi del signorotto mentre, assieme agli altri, era intento a raccogliere le pietre preziose. Ma la ragazza rifiuta di uccidere così tanta gente solo per la sua vendetta, e desiste.
A far scattare la trappola ci penseranno dei contadini del posto, esasperati dal dispotismo del loro signore, che muore divorato dai pesci. L'unico a sopravvivere è Kenshiro, che rapisce Kasumi mentre Ozaru non c'è. Toccherà a Sasuke, quindi, salvare l'amica, inventandosi un trucco adatto a vincere quell'esperto samurai.
Episodio sette
Il trucco Bushic
Ozaru convince Kasumi a raggiungere suo nonno e di lasciare Sasuke, che si stava affezionando troppo a lei. Alla notizia della partenza dell'amica, il bambino si arrabbia e scappa nella foresta, dove incontra sua zia Yuki, la sorella gemella di sua madre e moglie di Ishizaru, grande amico di Ozaru, e quattro cuginetti identici a lui. Assieme a loro apprende il trucco bushic, ossia della moltiplicazione, e riesce a sfuggire agli attacchi del figlio di Tajima di Yaju, Jubei Yaju, mettendolo in fuga.
Episodio otto
La famiglia di Kasumi
Sasuke e i suoi cuginetti stanno giocando nel bosco quando un cacciatore, per sbaglio, uccide uno di loro, Shunsuke. Colpiti dalla tragedia, gli zii di Sasuke decidono di andarsene. Pure Ozaru deve partire, e Sasuke rimane da solo.
Yuki, però, torna indietro, con l'intento di chiedere a Sasuke di seguirla e di prendere il posto del figlio che era appena morto. I due si sono appena raggiunti quando scoprono che il cacciatore non aveva ucciso Shunsuke per sbaglio, ma che era tutto progettato: lui e i suoi fratelli, i gemelli Kuki, sono infatti guerrieri che vogliono uccidere tutti i sarutobi.
Yuki rimane ferita per proteggere Sasuke, ma Ozaru, di ritorno, riesce a salvare entrambi. Travestito da taglialegna ha la meglio sui tre fratelli, che finiscono tutti uccisi.
Episodio nove
Il mercante di schiavi
Sasuke e Ozaru arrivano in un villaggio dove i bambini vengono rapiti. Ozaru va dunque a parlare col capovillaggio, mentre Sasuke fa conoscenza coi prepotenti bambini del paese. Per dare loro una lezione e, allo stesso tempo, intrappolare il rapitore, Ozaru finge di voler vendere i bambini, e viene contattato da un vecchio mendicante che si aggirava per il villaggio.
Con la guida del mendicante, Ozaru, Sasuke e i bambini raggiungono un'isola poco distante dal villaggio. Qui si scopre che il mendicante è a capo di un gruppo di banditi che rapisce e rivende i bambini. Il mendicante cerca di uccidere Ozaru, mentre i bambini, guidati da Sasuke, finiscono in una grotta che si riempiva d'acqua con la marea.
Grazie ad un trucco, Sasuke riesce a salvare i bambini, e Ozaru - che in realtà è ancora vivo - riesce a sbaragliare il gruppo di mercanti di schiavi.
Episodio dieci
La piccola Kiri
I fratelli Kuki avevano cercato di uccidere Sasuke e Ozaru, ma i due erano riusciti a sfuggire ai loro agguati e ad ucciderli. L'unico superstite della famiglia, Kiri, una ragazzina, cerca di vendicare i propri fratelli. Così, fingendo di essere una povera bambina orfana di madre, riesce ad avvicinare Sasuke, che si prende per lei una cottarella.
Kiri riesce a farsi ospitare da Ozaru, e di notte mette del veleno nella brocca dell'acqua. La mattina seguente, Sasuke beve quell'acqua e poi se ne esce di casa.
Ozaru si rende conto solo in un secondo tempo del pericolo, e lo va a cercare, trovandolo disteso vicino all'argine di un ruscello.
Quella di Sasuke è una serie emblematica per quanto riguarda la conoscenza che in Italia si ha di Sampei Shirato.
Come Ninja Kamui, anch'essa è arrivata da noi sottoforma di anime (io continuo a sperare per il manga, ma mi sa che campa cavallo...), ma più di Ninja Kamui è ricordata, se non altro per la bellissima sigla dei Cavalieri del Re che in moltissimi sanno canticchiare.
Ma nonostante ci si ricordi di quel "mocciosetto col codino e i piedi a patata con un'unica unghia", come si può leggere in quasi ogni recensione circolante sulla rete (dev'esserci stata una matrice unica che poi è stata copiata da un sito all'altro), per quanto riguarda la storia della serie si fa una confusione pazzesca.
L'attenuante è che è passato abbastanza tempo dalla messa in onda, per cui è anche legittimo che ci si dimentichi qualcosa. Tuttavia dai gestori di siti dedicati all'argomento mi sarei aspettata una maggiore precisione.
Ma di questo ho deciso di parlare in un intervento apposito, per sfatare definitivamente ogni dubbio e per correggere tutti gli errori di recensione che mi è capitato di trovare.
Parimenti alle altre storie di ninja create da Shirato, anche quella di Sarutobi Sasuke (questo era il titolo originale) è ambientata in questo mondo, ma - diversamente da Ninja Bugeicho e dalla saga di Kamui - nel manga non c'è nessuna tendenza apertamente politicizzata. Rispetto a quei due titoli, che rientrano perfettamente nel genere gekiga, Sasuke è più che altro un manga per ragazzini (sottolineo: ragazzini, non bambini!), che può venire tranquillamente classificato come uno shounen ai.
La serie cartacea ha inizio nel 1961, sotto l'egida della Shougakukan, e durò fino al 1967: lo stile (chiaramente mi rifaccio alle informazioni trovate in rete e ai pochi disegni che sono riuscita a reperire, visto che non c'è possibilità di trovare il manga in Italia) risulta più dolce, più "tondeggiante" rispetto a quello scelto per narrare le storie di Kagemaru e di Kamui, coerentemente con la natura dell'opera. Anche gli episodi narrati hanno un contenuto diverso: si perde un po' del serrato realismo delle altre serie in favore di una narrazione più adatta ad entusiasmare un pubblico giovane.
Questo non toglie che anche nel manga di Sasuke (sebbene in dose minore) Shirato abbia inserito la sua peculiare visione del mondo, improntata su un forte materialismo, oltre che spunti di riflessione. Il pessimismo di fondo verso la società è percepibile, così come la tristezza della condizione di dover lottare per non affondare. Non siamo ai livelli di Kamui, certamente, ma nel suo piccolo anche Sasuke vive una costante minaccia dovuta alla scelta di non inchinarsi davanti a Tokugawa. Paragonata alla giovane età del protagonista, possiamo dire che la pressione psicologica che i personaggi dei due manga devono sopportare è analoga.
La serie animata, prodotta dalla TJD nel 1968, rispecchia lo stesso spirito, e si dipana per ventinove episodi.
Una volta per tutta, ecco la vera storia dell'anime che, in Italia, ha preso il nome di Sasuke il piccolo ninja.
La narrazione parte con uno spaccato su ciò che stava succedendo in Giappone agli inizi del XVII secolo: in seguito al caos politico del periodo Sengoku, un signorotto particolarmente potente, Ieyasu Tokugawa, stava per prendere in mano le redini del Giappone. Contro di lui combattevano altri nobili feudatari, legati alla personalità di Hideyori Toyotomi, tra cui Yukimura Sanada e il suo clan di ninja. La créme di questo clan temibile erano i cosiddetti guerrieri sarutobi, reputati invincibili.
Ma, a dispetto della grande maestria di questi guerrieri, la lotta per il potere aveva preso una piega favorevole a Tokugawa, con la sua conseguente vittoria sul nemico e l'uccisione di Sanada. Rimasto unico protagonista della scena, Tokugawa incarica il suo braccio destro - militarmente parlando - Hanzo Hattori di dare la caccia a tutti i Sanada sopravvissuti allo scontro, soprattutti ai Sarutobi, che per lui erano una minaccia terribile. Hattori, comandante del clan dei ninja di Iga, dà il via a una vera e propria caccia all'uomo, destinata a concludersi solo quando anche l'ultimo dei Sanada rimasti fosse morto.
Tra i superstiti del clan di Yukimura Sanada c'era Daisuke Ozaru, il più temibile tra i sarutobi. Ozaru aveva una moglie e un figlio, di nome Sasuke. In seguito a uno scontro, Ozaru rimane ferito e, tra mille difficoltà, riesce a tornare a casa sua travestito da viandante. Ma i sicari che lo stanno inseguendo lo raggiungono, e riescono ad uccidere la moglie.
Il piccolo Sasuke rimane sconvolto dalla morte della tanto amata madre, soprattutto perchè non sa che il viandante arrivato quella sera è suo padre, e si crede ormai solo. Ozaru, dal canto suo, non può rivelargli la sua vera identità e, pur soffrendo, è costretto a lasciare temporaneamente il piccolo. Inizia così la serie di avventure che porteranno padre e figlio (prima isolatamente, poi insieme) a girovagare per il Giappone. Un viaggio pericoloso ma formativo, in quanto Sasuke imparerà pian piano dal padre tutte le tecniche dei sarutobi, che gli saranno utili per affrontare e vincere i vari avversari (di Iga o meno) che si troverà sulla strada.
Non assistiamo, come in Kamui, ad un mero "regolamento di conti": come ho detto, anche se - soprattutto nella parte iniziale - numerosi scontri si terranno proprio per il fatto che sia Ozaru che Sasuke continuano a rimanere fedeli al loro padrone (seppur defunto), molte altre avventure di Sasuke riguarderanno nemici di natura diversa, anche se non meno pericolosi. Ci saranno sedicenti maghi in combutta con signorotti senza scrupoli, feudatari avidi bramosi di giade e disposti a tutto per averle, rapitori di bambini, sicari assoldati per tormentare dei villaggi, popolazioni in lotta tra loro per questioni di territorio, ragazzine decise a tutto pur di compiere la loro vendetta e così via. Il campionario di personaggi, come vedete, è molto vasto, e consente un'ampia panoramica di quella sciagurata umanità che si ritrova ad essere la protagonista della vicenda.
Sasuke e Ozaru si prodigheranno spesso per aiutare i bisognosi, sia con la loro forza che con le loro conoscenze: indiretta, ma presente, è la condanna all'ignoranza, che incatena la gente nella schiavitù. Molto spesso Shirato gioca sul significato della figura del ninja: più volte fa dire ai suoi personaggi che i ninja non hanno niente di magico, sono solo persone che hanno studiato come funziona il mondo e che quindi sanno sfruttare le loro conoscenze per arrivare ai loro scopi.
Niente magia, niente evocazioni, niente poteri soprannaturali: semplicemente intelligenza, versatilità e capacità di riflettere in fretta e bene. A questo scopo, la serie prevede che, per ogni trucco usato da Sasuke o da qualche ninja, ci sia una spiegazione fuori campo che rivela allo spettatore come avesse fatto il personaggio di turno a cavarsela. Certo, a volte la spiegazione non è troppo realistica: capitava che si giustificasse l'improvvisa sparizione di Sasuke dicendo che era riuscito a scavare velocemente una buca con una specie di paletta e a coprirsi con un telo mimetico. Il che è piuttosto inverosimile, visto che una buca abbastanza grande da nascondere un corpo non si scava in dieci secondi, soprattutto con una palettina come quella che usava. E c'è da chiedersi che razza di campionario di teli mimetici si portasse nel suo fagottino, visto che ne trovava sempre uno perfettamente identico al colore del suolo, del muro o dell'albero che usava per nascondersi...
Ma, ribadisco, quella di Sasuke è un storia per ragazzi, per cui una maggiore dose di fantasia ci sta.
Una costante della serie è la grande nostalgia che Sasuke ha verso la madre. Nonostante il bambino sia cresciuto in fretta, grazie agli insegnamenti paterni e alle esperienze vissute nel suo viaggio, il pensiero della madre non lo abbandona. Sasuke non riesce a darsi pace, e questo continuo cercare una figura femminile che possa sostituire la madre scomparsa non gli permette di maturare fino in fondo.
Verso la fine, anche questo ultimo gradino verrà superato: una nuova famiglia accoglierà Ozaru e suo figlio che, anche se all'inizio avrà difficoltà ad accettarlo, capirà che è la cosa migliore da fare, rivelandosi definitivamente cresciuto.
La dose di realismo, come già detto, è minore rispetto alla serie di Kamui o di Ninja Bugeicho, ma comunque notevole. Il che significa che certe scene sono fortemente crude e violente, per questo Sasuke non è assolutamente un anime adatto ad un pubblico troppo giovane, a dispetto del tratto del protagonista che, con gli occhioni e i piedi alla Pollon, potrebbe trarre in inganno.
Graficamente l'animazione è di ottima qualità: certo, è scattosa, e del resto è naturale visto che si tratta di una serie prodotta tanto tempo fa, ma è perfetta per il tipo di storia che racconta. La sua caricaturalità, la tenebrosità degli scenari, l'uso piatto del colore che ricorda le stampe, le mosse secche dei personaggi, tutto serve a creare quell'atmosfera di cupezza e malinconia che sono, come si è visto, l'anima stessa della storia.
Una menzione speciale va alla bravissima doppiatrice di Sasuke, Antonella Baldini.
Anche la serie di Sasuke, come quella di Kamui, è stata raccolta in dvd (purtroppo non ricordo da chi). Inutile dire che ne è altamente consigliato l'acquisto.







