
L'imputato di oggi è un altro anime che sicuramente tutti voi ricorderete per i contenuti altamente violenti e - soprattutto - subliminali a livello sessuale. Il titolo di cui sto parlando è Magic Knight Rayearth (mi rifiuto di usare il titolo assurdo che è stato dato in Italia).
Quello che segue è un articolo comparso nel Tv Sorrisi e Canzoni del 25 giugno 1997, firmato dalla psicologa Maria Rita Parsi.
Luce Marina e Anemone sono ragazzine guerriere con tanto di fallici spadoni e magici poteri. [...] E' un cartone animato tutto intriso di guerrieri valori maschili che ripropone, mescolando citazioni su antichi miti e conigli da Alice nel Paese delle Meraviglie la necessità di farsi forti e coraggiose, di crescere combattendo contro i poteri del male, distruggendo le ombre e i mostri che abitano l'inconscio di ciascuno di noi utilizzando le "armi" della concentrazione e del coraggio, purtroppo simbolicamente rappresentate da armi vere e proprie: archi, spade, cannoni e via battagliando.
Quale futuro aspetta queste eroine dell'abnegazione e del coraggio sospese tra antiche credenze da mondi degli spiriti e tecnologia? Forse la vittoria di crescere. Ma a quando le comiche?
Mi aspetto a giorni un j'accuse al ciclo omerico: qui, oltre che a falliche spade, ci sono anche falliche lance e falliche frecce. In più abbiamo anche l'elemento omosessuale palese e proprio nel protagonista (chissà i bambini che si identificano con Achille che turbe mentali avranno quando scopriranno che il loro eroe amava Patroclo), in uno scenario di violenza spesso gratuita scatenata da un adulterio, che va a infrangere il sacro vincolo familiare.
E il ciclo arturiano vogliamo lasciarlo impunito? Falliche spade che escono da rocce e da laghi, regine che mettono le corna al re con i suoi cavalieri, sorelle che rimangono incinte del proprio fratello, per non parlare della stregoneria di Merlino (in seguito alle uscite su Harry Potter dell'allora cardinale Ratzinger, bisogna stare attenti anche a questo).
Potrei andare avanti per giorni interi... ma credo che, dopo quell'articolo, alle comiche siamo già arrivati.






