
Nella sezione dedicata alla biografia di Shirato, avevo accennato al fatto che in Giappone esistesse (e, per quanto ne so, esista anche oggi) una delle cosiddette parental associations, chiamata PTA (Parents and Teachers Association), che allora come oggi si scagliò contro i contenuti violenti e - a loro dire - travianti del genere trattato anche dall'autore, il gekiga.
Le parental associations in realtà sono un fenomeno molto diffuso. A parte qualche stato che, per sua fortuna, ne è immune (si tratta perlopiù di nazioni che hanno una mentalità molto aperta riguardo a certi temi come il sesso, e che hanno una società fortemente laicizzata), abbondano questi gruppi di genitori talmente preoccupati per l'educazione e la formazione dei propri figli in un mondo tanto corrotto da mezzi come la TV o internet che decidono di mettere dei paletti, distinguendo ciò che è innocuo da ciò che è fuorviante. Ovviamente, dal loro punto di vista.
Scatta così l'odiato meccanismo della censura e della demonizzazione. Meccanismi poco piacevoli, a trecentosessanta gradi: non solo è fastidioso per gli appassionati dover assistere alle proprie serie tagliuzzate, smembrate, violentate da maldestri tentativi di "estirpare" la malapianta del vizio dai loro contenuti (stravolgendo in modo ignobile il tutto), ma è anche decisamente poco incoraggiante rendersi conto che un genitore oggi non riesca a pensare ad altra soluzione che coprire gli occhi al proprio figlio.
Anche noi in Italia abbiamo la nostra parental association, che si chiama MOIGE. Sarebbe da presuntuosi credere che anime e manga siano le sole preoccupazioni dei genitori che fanno parte di questo gruppo (o ne approvano l'operato), dal momento che nel suo sito è possibile trovare interventi piuttosto inquietanti su argomenti ben più spinosi, in primis l'educazione sessuale da impartire ai fanciulli e cose del genere. Ma, visto che anche anime e manga possono contribuire a fuorviare le menti innocenti dei pargoli, il MOIGE e i suoi sostenitori hanno più volte puntato il dito contro queste opere. E se le nostre serie preferite vengono tagliuzzate e stravolte, o se proprio non arrivano in Italia perchè le emittenti sono troppo preoccupate per i loro contenuti, dobbiamo ringraziare proprio costoro.
E qui sta il motivo dell'apertura di questa sezione. Perchè i lavori di Shirato rientrano perfettamente nel wanted appeso dal MOIGE e enti simili. Presentano un grado di violenza intollerabile, per non parlare di scene di sesso o di nudi, o comunque di tematiche decisamente troppo pericolose per la formazione infantile. Ergo, sono fuorvianti, psicologicamente dannose. Ergo, non possono essere trasmesse.
Non so voi, ma il sapere che due serie come L'Invincibile Ninja Kamui e Sasuke il Piccolo Ninja sarebbero disponibili ma non vengano trasmesse perchè troppo problematiche mi fa cadere in profonda depressione. Certo, è comunque possibile recuperarle in qualche modo, ma non è deprimente che due simili capolavori vengano soffocati in questo modo?
Del resto, rendiamoci conto che la mannaia è caduta su titoli ben più innocui: raccogliendo le informazioni che ho, vedremo come sono stati considerati pericolosi titoli come Sailor Moon, i Pokèmon, Magic Knight Rayearth. Perfino qualcosa di ridicolo come il Tamagotchi ha avuto il suo bel processo inquisitorio. Figuriamoci cosa sarebbe successo se fossero passati in onda solo cinque minuti della serie di Kamui o di Sasuke!
Facciamoci quindi due risate tristi nel ripercorrere i momenti di messa alla gogna della produzione giapponese. Quando saremo tutti in galera, in quanto criminali a causa del lavaggio del cervello operato sulle nostre menti innocenti da questi musi gialli privi di scrupoli, almeno avremo qualcosa da raccontarci.
(preso dal Corriere della Sera dell'8 aprile 1997)
L'ultima a scagliarsi contro il trauma da video per bambini è stata la psicologa Vera Slepoj che sul lungomare della città di Flavio Gioia ha puntato la bussola verso una deflagrante rotta di collisione con il popolarissimo cartoon giapponese Sailor Moon, che domina le preferenze dei bambini.
Secondo la presidente degli psicologi italiani, la celebre serie animata "può determinare devianze nel comportamento sessuale dei bambini". "Sailor Moon - ha sostenuto Vera Slepoj - propone una giovane eroina e si sono riscontrati casi di bambini di sesso maschile che, seguendo quotidianamente il cartoon, hanno finito con l'identificare in questo personaggio forte, vincente, potente, un modello di comportamento, femminilizzando il loro modo di vivere, le relazioni con i coetanei e chiedendo di poter vestire come la loro eroina."
Seguendo il medesimo discorso al femminile, tutte le bambine (come me) che sono cresciute guardando l'Uomo Tigre, I Cavalieri dello Zodiaco, Ken il Guerriero, e che tutt'ora amano serie come Sasuke e Kamui hanno identificato in quei personaggi un modello di comportamento, maschilizzando il loro modo di vivere e le relazioni con le coetanee, e magari chiedendo di vestire come i loro eroi (no, questo no.. di solito si vestivano sempre da schifo! XD).
Quindi siamo una generazione di lesbiche, ma non lo sapevamo.






